Intervista a Fabio Onidi sul campionato GP2

Fabio Onidi è stato il primo, e sino ad ora unico, italiano a confermare la propria presenza nel campionato 2012 GP2. Il milanese correrà per il team Coloni affiancando Stefano Coletti, prendendo quindi l’eredità di Luca Filippi, vicecampione in carica della serie. Fabio sarà al suo anno di esordio dopo la grande esperienza maturata in Formula 3000 ed Auto GP.
Come è maturata la decisione di debuttare in GP2?
“Ci stavo provando dal 2008, quando avevo fatto dei test invernali che erano andati anche abbastanza bene. Poi, per vari motivi, anche di budget, abbiamo deciso dirimandare e non entrare l’anno successivo.
Mi sono orientato sull’Auto GP, dove ci sono stati anni un po’ difficili, e per un
motivo o per l’altro non sono mai riuscito a diventare campione. Quest’anno abbiamo visto che i test con Coloni sono andati molto bene a Jerez e abbiamo iniziato a parlare concretamente del 2012. Sono convinto che possiamo fare un buon lavoro, anche se non abbiamo potuto fare insieme la gara di Abu Dhabi perché avevano già chiuso il contratto con Kevin Ceccon. Ma siamo rimasti in contatto e finalmente siamo riusciti a concretizzare questo sogno”.
Che aspettative hai per il 2012?
“Gli obiettivi saranno importanti. Sarà il mio primo anno in GP2, e ci arrivo da grande, con già 24 anni compiuti. Nonostante questo, ho comunque avuto modo di fare esperienza con delle macchine potenti, quindi anche se non sono pronto al 100% possono giocarmela al pari di piloti che sono al secondo anno della categoria e precedentemente arrivavano dalla Formula 3. Il team ha chiuso al top la passata stagione e partiamo pensando di poter fare bene, ma l’importante sarà dare sempre il massimo e raccogliere il miglior risultato possibile in ogni occasione”.
Che piani ci sono oltre questa stagione?
“Onestamente in questo momento ci manca il budget completo per fare due anni in GP2. Dovrò cercare di raccogliere il massimo subito da questa esperienza, e provare ad aprire qualche contatto con la Formula 1. Se non dovessi trovare agganci nel mondiale, penso che potrei orientare la mia scelta per il futuro sull’America, in Indycar, o sul DTM per quanto riguarda le ruote coperte”.
Come ti sei trovato con il team Coloni?
“Ho un ottimo rapporto con Paolo Coloni, mi piace come gestisce la propria squadra. È un ex-pilota e sa come interagire con noi, aiutandoci sicuramente nell’interfacciarsi con tutto il resto della squadra. Avrò lo stesso ingegnere con cui lavorai nel 2010 in Lazarus, Nicola. Mi piace il clima di serenità che si respira nella squadra, siamo tutti molto affiatati”.
Oltre ai test con loro, hai disputato la gara di Abu Dhabi con Super Nova. Che differenza hai riscontrato tra le due squadre?
“Alla fine dell’anno Coloni era nettamente superiore a Super Nova, dimostrando di avere una macchina più competitiva. La compagine inglese comunque è ad un ottimo livello, non conoscevo la pista e il loro modo di lavorare. Sono sicuro che con la possibilità di fare un test in più magari i risultati sarebbero stati diversi. Ad ogni modo è stata un’esperienza formativa che mi permetterà di arrivare al 2012 con qualche chilometro in più, sapendo come usare la vettura in partenza, la bagarre in gara e la gestione della vettura durante la corsa”.
Dopo anni di fedeltà a Tancredi Pagiaro il vostro rapporto è giunto al termine. Quali sono i ricordi migliori di questo sodalizio?
“Ci sono tanti ricordi. Tancredi mi piace molto e la sua personalità si è riflessa anche sull’organizzazione della squadra. Siamo entrambi molto metodici e questo mi piace. Siamo insieme dal 2008, e abbiamo passato insieme tanti momenti, belli e brutti che hanno fatto sì che tra noi ci fosse un grande affiatamento. Lui ha creduto molto in me in questi anni, e di questo devo ringraziarlo. Abbiamo un solo rammarico, non essere mai riusciti a vincere il campionato, prima per mia inesperienza, poi per varie ragioni nelle annate successive. Sicuramente è stato il miglior team con cui io abbia corso sino ad oggi e vorrei ringraziarli”.
La tua carriera è da sempre stata contraddistinta da un senso di internazionalità sin dai primi anni. Come mai hai deciso di non correre in Italia?
“I miei genitori, principalmente mio padre, hanno preso questa scelta. Quando iniziai a correre, in Italia la formula base era il Renault 1.6, ma non ci piaceva molto. Siamo così subito approdati in Germania nel 2004 con il Formula BMW, dove ci ha colpito l’organizzazione, ma anche il grande numero di partecipanti. È stata per me una bella esperienza perché ero molto giovane e mi sono trovato a girare l’Europa interfacciandomi con altre persone, in una lingua completamente differente dalla mia. Dopo un altro anno in BMW siamo andati in Inghilterra nella F.Renault, e anche lì ho continuato a correre con maggiore concentrazione e motivazione che mi aiutava a dare il meglio di me per raggiungere un buon risultato”.
Oltre a fare il pilota ricopri un ruolo importane all’interno degli hotel di famiglia, vero?
“Si, fino allo scorso anno era così. Ho sempre aiutato i miei genitori anche per ripagarli degli sforzi che hanno fatto per darmi l’opportunità di correre. In Auto GP c’erano dei momenti in cui mi era possibile ritagliare del tempo per avere un lavoro vero diciamo, oltre a quello del pilota, da poter aggiungere al mio curriculum. Adesso in GP2 la situazione lavorativa sarà più difficile perché c’è meno tempo a disposizione tra una gara e l’altra”.
Quali sono le tue impressioni sulla vettura GP2?
“È una macchina davvero fantastica. È molto veloce, complicata ed impegnativa da guidare. Lo sforzo fisico è notevole, ci vuole un’importante preparazione prima. Rispetto all’Auto GP è più completa e raffinata, sicuramente più nuova e lascia delle bellissime sensazioni alla guida, è decisamente gratificante”.
Il tuo compagno di squadra sarà Stefano Coletti. Che rapporto c’è tra voi?
“Abbiamo già corso insieme nello stesso team in Formula BMW. C’è sempre stato un bel rapporto, ci siamo trovati bene, è un pilota molto bravo. Va molto forte, e lo ha dimostrato negli anni, ci sarà una bella sfida tra noi. Cercherò di cogliere il massimo dalla sua esperienza, ma penso ci divertiremo, non ci sarà alcuna tensione tra noi”.

FONTE : ItaliaRacing.Net Magazine di Antonio Caretto

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