Blue Note Milano: calendario concerti di ottobre

Non solo JAZZMI: ad ottobre il Blue Note di via Borsieri a Milano ospiterà grandi nomi internazionali (programma della stagione 2022/2023), da Richard Marx a Peter Bernstein, Yellowjackets, Huntertones, Theo Croker e molti altri. Prevendite biglietti su Ticketone.

Ottobre inizia a suon di JAZZMI, il festival jazz diffuso prodotto da Associazione JAZZMI, Ponderosa Music & Art e Triennale Milano Teatro, in collaborazione con Blue Note Milano, che grazie alla direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini coinvolgerà Milano dal centro alla periferia e in cinque comuni della Città Metropolitana dal 29 settembre al 9 ottobre.

Per l’occasione il jazz club di via Borsieri ha ideato una programmazione d’eccellenza con grandissimi nomi provenienti da tutto il mondo.

I primi a calcare il palco del Blue Note in occasione di questa kermesse sono i Matt Bianco, già di scena il 29 e 30 settembre, in replica anche sabato 1° ottobre.

Il gruppo, nato con l’intento di sperimentare la contaminazione dei generi latin, jazz e funky con una vena più pop, è diventato nel corso degli anni ’80 una delle realtà più interessanti sulla scena musicale internazionale.

Al ritmo di un album ogni due anni circa, la band non cessa di spostarsi da un capo all’altro del mondo, forte di un fedele seguito di affezionati.
(Ore 20:30 SOLD OUT/ore 23:00 – 47/42 €)

Domenica 2 ottobre doppio appuntamento in via Borsieri: alle 12:00 ci sarà il Jam The Future! Special Brunch, durante il quale sarà sul palco il Brew 4 tet, la band vincitrice di Jam The Future 2022, il progetto innovativo di JAZZMI e Volvo che ha visto sfidarsi giovani jazz band under 35 con le loro composizioni originali dedicate agli importanti temi di oggi e di domani.

Per l’occasione il menu si ispirerà al tipico brunch americano, con un tocco speciale che richiama la tradizione italiana.
(Inizio concerto ore 13:30 – ingresso 8 € più consumazione minima obbligatoria)

Alle 20:30 sarà invece la volta del Billy Hart & Ethan Iverson Quartet che si esibirà in un tributo agli oltre 50 anni di carriera del batterista americano, classe 1940, che a partire dai primi anni 60 ha incrociato tutti i grandi del jazz tra cui Wes Montgomery, Herbie Hancock, Miles Davis, John Scofield, Joe Lovano, Chick Corea e infiniti altri.

Ad accompagnare la batteria di Billy Hart ci saranno Mark Turner al sax, Ethan Iverson al piano e Ben Street al contrabbasso.
(Ore 20:30 – 37/32 €; ore 22:30 – 27/22 €)

Billy Hart & Ethan Iverson Quartet in concerto in via Borsieri (quartiere Isola)
Foto cortesia Ufficio Stampa Blue Note Milano

Martedì 4 ottobre il Blue Note di Milano accoglierà il Jeremy Pelt Quintet¸ una delle formazioni più seguite e apprezzate della scena jazz newyorkese, guidato da un musicista che è considerato tra i migliori trombettisti jazz al mondo, acclamatissimo dal grande pubblico statunitense e votato “Rising Star” della tromba negli ultimi cinque anni dalla prestigiosa testata Downbeat Magazine.

Sul palco insieme a lui Chien Chien Lu al vibrafono, Victor Gould a piano e fender rhodes, Jasen Weaver al basso e Allan Mednard alla batteria.
(Ore 20:30 – 35/30 €; ore 22:30 – 25/20 €)

Un’altra formazione statunitense è attesa in via Borsieri giovedì 6 ottobre: il Bob Reynolds Group, costituitosi nel 2015 a Los Angeles con l’obiettivo di far incontrare jazz, soul, r&b e dark pop e dare vita a una musica sofisticata, melodiosa e al tempo stesso dinamica.

Il band leader è Bob Reynolds: compositore e sassofonista che ha vinto diversi Grammy Award insieme agli Snarky Puppy e ha suonato per 5 anni al fianco di John Mayer, suo ex compagno al Berklee College, per poi decidere di tornare al suo lavoro da solista incidendo Somewhere in between grazie al quale è stato in testa alle classifiche degli ascolti digitali.
(Ore 20:30 – 33/28 €; ore 22:30 – 23/18 €)

Myles Sanko sarà al Blue Note di Milano venerdì 7 ottobre per presentare il suo nuovo lavoro Memories of love.

Il cantante britannico, ispirato dal sound di giganti come Bill Withers e Otis Redding, si è fatto le ossa come frontman delle funk band Bijoumiyo e Speedometer, per poi debuttare come solista nel 2013 con l’EP Born in Black & White.

Ma è con l’uscita del suo primo album a metà 2014, Forever dreaming, sulle rinomate etichette P-Vine Records in Giappone e Légère Recordings in Europa, che si afferma solidamente come una delle voci più interessanti della scena funk & soul contemporanea.
(Ore 20:30 – 37/32 €; ore 23:00 – 27/22 €)

Chiude il cartellone di JAZZMI il cantautore statunitense Richard Marx, universalmente noto per aver avuto una carriera stellare: l’album di debutto è arrivato all’ottavo posto nella classifica Billboard Top 200, generando quattro singoli nella Top 5, tra cui Hold on to the nights e Don’t mean nothing, che gli sono valsi una nomination ai Grammy per la migliore performance vocale rock maschile.

Il suo seguito, Repeat offender del 1989, ha raggiunto il primo posto della classifica, diventando quadruplo platino con i due singoli, Satisfied e Right here waiting.

Come interprete e come cantautore si è rivelato un vero artista multi-talento che continua a sfidare se stesso e i suoi fan.

Sarà in via Borsieri per un doppio appuntamento sabato 8 e domenica 9 ottobre con il suo The Songwriter Tour.
(Sabato ore 20:30/23:00 – 50/45 €; domenica ore 20:30 – 50/45 €; ore 22:30 – 40/35 €)

Martedì 11 ottobre salirà sul palco Helen Sung in formazione di trio. Vincitrice del Kennedy Center’s Mary Lou Williams Piano Competition nel 2007, l’artista asiatico-americana sta scalando le vette del successo, collegando mondi diversi con un suono e una visione davvero originali: la sua musica fresca e creativa sa essere ora funky, ora elegante e la tecnica derivante da suo background classico è davvero strabiliante.
(Ore 20:30 – 33/28 €; ore 22:30 – 23/18 €)

Mercoledì 12 ottobre Blue Note Milano accoglierà uno fra i più significativi e applauditi esponenti del jazz e della musica improvvisata di oggi: il chitarrista Peter Bernstein, per l’occasione in formazione di quartetto accompagnato da Sullivan Fortner al piano, Doug Weiss alla tromba e Roberto Gatto alla batteria.

Insieme i 4 musicisti riproporranno i brani più celebri dell’artista newyorkese, che durante la sua più che trentennale carriera ha partecipato a numerose registrazioni ed esibizioni con musicisti jazz di primissimo livello.
(Ore 20:30 – 33/28 €; ore 22:30 – 23/18 €)

Blue Note di Milano: concerti in programma a ottobre e informazioni utili sul jazz club in via Borsieri

Giovedì 13 ottobre è atteso in via Borsieri un altro gruppo, questa volta guidato da Bill Charlap, uno dei più importanti pianisti della scena jazz internazionale, due volte nominato ai Grammy Awards. Il suo trio costituisce una delle formazioni più solide e durature della storia del jazz.

La formazione è specializzata in delicati e sottili arrangiamenti di celebri standard di jazz, che riprendono le influenze di musicisti quali Ahmad Jamal, Tommy Flanagan e Hank Jones.
(Ore 20:30 – 37/32 €; ore 22:30 – 27/22 €)

Sarah Jane Morris è una presenza fissa nel cartellone del Blue Note di Milano, ma questa volta da venerdì 14 a domenica 16 ottobre proporrà al pubblico milanese uno spettacolo nuovo accompagnata dal Solis String Quartet.

All you need is love è un viaggio attraverso le più belle canzoni dei Beatles: innumerevoli musicisti di estrazione e vocazione diverse hanno ricavato arrangiamenti, trascrizioni e variazioni di ogni sorta dei più popolari brani del gruppo inglese.

Ispirato allo spettacolo teatrale Ho ucciso i Beatles questo progetto si mantiene in sapiente equilibrio tra musica classica e pop con un mood sonoro e ritmico accattivante e richiami a jazz e blues nelle atmosfere vocali evocate da Sarah Jane Morris.
(Ore 20:30 – 42/37 €; venerdì e sabato ore 23:00, domenica ore 22:30 – 32/27 €)

Alexis Ffrench, uno dei più promettenti musicisti del momento in grado di mixare sapientemente il mondo della musica classica con quella contemporanea, salirà per la prima volta sul palco di via Borsieri martedì 18 ottobre.

Cresciuto in una casa in cui spesso si ascoltavano Stevie Wonder e Marvin Gaye, Alexis ha iniziato a scrivere i suoi primi pezzi a cinque anni; a sette anni diventa l’organista della sua chiesa a Bagshot, nel Surrey; a dieci vince una borsa di studio per bambini di talento e frequenta la Purcell School prima di trasferirsi alla Guildhall School of Music; si diploma infine alla Royal Academy of Music.

Il suo album Evolution, ha raggiunto la posizione numero 1 nelle classifiche di musica classica.
(Ore 20:30 – 33/28 €; ore 22:30 – 23/18 €)

Un gradito ritorno è quello degli Yellowjackets di scena mercoledì 19 ottobre: una band leggendaria, con venticinque album alle spalle, oltre un milione di copie vendute, centinaia di concerti in tutto il mondo, che continua a incantare il pubblico con la sua esplosiva spinta a sperimentare continuamente linguaggi, fusioni e contaminazioni, e a rivedere il proprio orizzonte espressivo alla luce di nuove acquisizioni stilistiche.

Jazz e fusion acustica si fondono con grandissima raffinatezza in un sound compatto, preciso eppure lieve, con spazi, forme e dimensioni disegnati senza fatica dai musicisti del gruppo.
(Ore 20:30 – 40/35 €; ore 22:30 – 30/25 €)

Un’altra formazione storica, sulla cresta dell’onda da più di 40 anni, sarà al Blue Note di Milano giovedì 20 ottobre: Tuck & Patti si sono incontrati per la prima volta nel 1978 a San Francisco e non si sono mai più separati.

Le origini folk, gospel e rhythm’n’blues di Patti si uniscono alla formazione jazzistica di Tuck. La voce da contralto vibrante, l’improvvisazione scat di lei si fondono con il virtuosismo chitarristico di lui che riesce a eseguire contemporaneamente gli accordi, la linea di basso e la melodia.

Una rara complementarietà tra voce e chitarra che sono tutt’uno: unione armoniosa, raffinata e minimalista, musicalmente eclettica e trasversale.

L’ultimo disco, I remember you, contiene i grandi standard del ricchissimo repertorio americano, con un esplicito riferimento alla storica coppia chitarra/voce per eccellenza, Ella Fitzgerald e Joe Pass.
(Ore 20:30 – 42/37 €; ore 22:30 – 32/27 €)

Venerdì 21 ottobre il pubblico milanese avrà la possibilità di ascoltare la voce calda e avvolgente e ammirare la straordinaria tecnica di Zara McFarlane, artista britannica classe 1983 considerata dalla critica una delle più luminescenti star del jazz contemporaneo.

In occasione del suo concerto meneghino presenterà il suo album Songs of an unknown tongue, un progetto che mescola la musica elettronica contemporanea e i ritmi tradizionali della Jamaica.
(Ore 20:30 – 37/32 €; ore 23:00 – 27/22 €)

Il jazz latino protagonista con Amaro Freitas

Dai bassifondi di Recife, nel nord-est del Brasile, al gotha del jazz internazionale: Amaro Freitas, uno dei volti più rappresentativi del jazz latino, sarà al Blue Note domenica 23 ottobre.

Il giovane pianista ha guadagnando l’attenzione internazionale per “un approccio alla tastiera così unico da sorprendere” (Downbeat Magazine) e per essersi impegnato nel rinnovamento estetico della musica strumentale del suo Paese.

Fin dai suoi primi album ha subito trovato consensi immediati sia nel pubblico sia nella critica. Il suo nuovo disco, Sankofa, nato da una ricerca spirituale delle storie dimenticate, delle antiche filosofie e delle figure ispiratrici del Brasile Nero, è il suo lavoro più sbalorditivo e sincero.
(Ore 20:30 – 32/27 €)

Se si vuole capire meglio cosa sta succedendo alla chitarra nell’ultimo decennio Julian Lage è un nome da seguire e il pubblico italiano avrà modo di sentirlo live in trio martedì 25 ottobre.

All’età di soli 8 anni a questo musicista prodigio era già stato dedicato un documentario e a dodici si era esibito nella serata dei Grammy Awards.

I suoi studi lo hanno portato dal Conservatorio di San Francisco al Berklee College di Boston, dove ha potuto incontrare Gary Burton che lo volle nella sua band.

Negli ultimi anni Julian Lage ha compiuto una sorta di viaggio organizzato lungo le radici della musica americana: una colta operazione di sintesi che, utilizzando il linguaggio unificante del jazz ripercorre, trasversalmente e senza preconcetti, generi e fasi storiche.

Lage ha la maestria tecnica, la credibilità intellettuale, la padronanza della materia per riuscire in un progetto affascinante: cercare nuove strade ma senza rinnegare la tradizione.
(Ore 20:30 – 37/32 €; ore 22:30 – 27/22 €)

Giovane e già riconosciuto fra i maggiori batteristi al mondo, Mark Guiliana è conosciuto e apprezzato per la raffinatezza ritmica, la vena creativa e l’originalità di suono.

Guiliana è Best Jazz Drummer 2017 per i lettori di Modern Drummer e Rising Star per i critici di Downbeat Magazine; Jazz Times lo ha invece definito “un maestro di tecnica dalla rara musicalità, uno dei più influenti batteristi della sua generazione”. In Blackstar – ultimo straordinario album di David Bowie – il drumming energetico di Guiliana si impone come uno dei motori trainanti del disco.

Sarà al Blue Note mercoledì 26 ottobre per presentare il suo ultimo disco, The sound of listening.
(Ore 20:30 – 40/35 €; ore 22:30 – 30/25 €)

Ancora musica brasiliana in via Borsieri venerdì 28 ottobre in compagnia di Paula Morelenbaum e del Bossarenova Trio.

Paula Morelenbaum è oggi una delle cantanti brasiliane più affermate: la sua voce calda va ad arricchire la tecnica eccelsa dei due musicisti tedeschi Joo Kraus alla tromba e Ralph Schmid al pianoforte.

Brasile ed Europa si trovano affiancate anche nel repertorio del gruppo: il trio ha infatti aggiunto una selezione di Lieder della tradizione classica alle canzoni di origine carioca che inizialmente formavano l’intera scaletta musicale.
(Ore 20:30 – 37/32 €; ore 23:00 – 27/22 €)

Sabato 29 ottobre sarà una serata divertente, ricca di energia e coinvolgente grazie agli Huntertones, il gruppo che ha fatto della capacità di coniugare improvvisazione e composizioni originali il proprio marchio di fabbrica con elementi di jazz, funk, soul, hip hop, rock, R&B.

Una loro caratteristica è la flessibilità dell’organico, che può variare da un essenziale trio con sax, sousafono (famiglia del basso tuba) e beatboxing a una formazione molto più estesa.

Sul palco di via Borsieri saliranno in cinque: Dan White al sax, Chris Ott a trombone e beat-box, Jon Lampley a tromba e susafono, Jon Hubbell alla batteria e Josh Hill alla chitarra.
(Ore 20:30 – 35/30 €; ore 23:00 – 25/20 €)

Theo Croker, uno dei più interessanti trombettisti jazz di oggi, più volte nominato ai Grammy Awards, salirà sul palco del Blue Note domenica 30 ottobre.

Nipote del leggendario trombettista Doc Cheatham, Theo ha iniziato a esibirsi davanti a un pubblico di appassionati di jazz proprio durante una cerimonia commemorativa per il nonno.

Di lui Donald Byrd ha detto: “Ci sono musicisti bravi o grandi, ma poi ci sono strumentisti fenomenali come Theo, con la capacità e l’intelligenza di contrastare la direzione della Nu Music.

Theo è uno dei titani di oggi”. A Shanghai ha incontrato per la prima volta Dee Dee Bridgewater, che fu così impressionata dal giovane trombettista da decidere di produrre il suo album AfroPhysicist per l’etichetta DDB Records.

In occasione del suo concerto milanese presenterà il suo settimo disco, Love Quantum.
(Ore 20:30 – 35/30 €)

Halloween: serata speciale al Blue Note con Celebrate New Orleans

Chiude il mese un evento speciale: apertura straordinaria lunedì 31 ottobre per Celebrate New Orleans! Halloween Edition.

La festa in musica dedicata al jazz e alle sue mitiche origini si trasforma per celebrare la notta più spaventosa dell’anno: sul palco ci sarà la Breezy Jazz Band di Domenico Mamone che ripercorrerà i brani più celebri di Sidney Bechet, nei quali si riassapora la New Orleans degli albori del jazz, dalle sessioni con Louis Armstrong, agli echi blues e dixieland.

Per l’occasione il menu si arricchirà di ingredienti legati a questa festa e al periodo autunnale e l’atmosfera del jazz club sarà davvero unica.
(Ore 20.30/22.30 – 20/15 €)

Come acquistare i biglietti per i concerti al Blue Note Milano e quanto costano

I biglietti per i concerti al Blue Note si possono acquistare con le seguenti modalità:

su Ticketonesul sito Vivaticket.comsul sito internet www.bluenotemilano.comchiamando il Blue Note (telefono 02 69016888)direttamente presso il box office del locale.

L’orario dell’infoline e del Box Office del Blue Note Milano (via Borsieri, 37) è il seguente: lunedì dalle 12.00 alle 19.00 e martedì-sabato dalle 12.00 alle 22.00.

Tutte le informazioni sono disponibili online sul sito del Blue Note.

Show voucher e dinner voucher: scegli tra spettacolo e cena oppure spettacolo e drink

Scegli tra uno Show Voucher o un Dinner Voucher (entrambi validi per 12 mesi) per regalare o regalarti una serata al Blue Note Milano in un’atmosfera vivace e cosmopolita:

Lo Show Voucher consente l’ingresso a uno spettacolo a scelta tra quelli in programmazione e una consumazione al bar o al tavolo, a scelta tra birra, calice di vino o cocktailIl Dinner Voucher consente un ingresso per uno degli spettacoli in programmazione (ore 21:00 o 23/23:30), una cena di 3 portate a scelta dal menu à la carte accompagnata da un calice di vino, acqua e caffè

Per acquistare il voucher visita il sito Musement.com e scegli tra spettacolo e cena oppure spettacolo e drink.

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La storia del poker

Il poker è uno dei giochi più diffusi nei casinò di tutto il mondo, sia quelli di tipo tradizionale sia quelli online.

Questo gioco è stato protagonista negli ultimi anni di un vero e proprio boom, che lo ha reso estremamente popolare ma che soprattutto ne ha modificato profondamente la percezione da parte del pubblico.

Se fino a qualche decennio fa, infatti, era considerato un gioco d’azzardo puro e veniva praticato in contesti poco raccomandabili, come le bische clandestine organizzare dalla criminalità, oggi viene visto come un gioco d’abilità e da alcuni anche come una vera e propria disciplina sportiva (si parla appunto di poker sportivo).

Il moderno poker professionale, infatti, vede nella fortuna solo una delle variabili che costituiscono una strategia vincente.

Nel gioco le mosse di poker più forti sono importanti, ma è determinante anche il calcolo delle probabilità e le abilità psicologiche di controllo delle emozioni e di lettura del linguaggio del corpo.

Oggi, in un moderno torneo live di poker è molto probabile che al tavolo finale si siedano solo professionisti, a conferma che l’abilità conta più della Dea Bendata.

Si fa presto a dire poker: ecco le principali specialità

Quando si parla di poker, in realtà si intende una grande famiglia di giochi che condividono delle caratteristiche comuni, ma che in realtà sono anche piuttosto diversi tra loro. Tutte le specialità si possono suddividere in tre diversi gruppi:

Community card poker o poker a carte comunitarie: sono presenti delle carte “comuni” che vengono calate sul tavolo e sono consultabili ed utilizzabili da tutti i giocatori.Stud poker: anche nello stud poker ci sono delle carte coperte ed altre scoperte, il cui numero dipende dalla variante a cui si sta giocando.Draw poker: il giocatore riceve solo carte coperte (di solito cinque) e tutte nella prima mano.

Ogni specialità si declina poi in diverse varianti, che differiscono per alcune caratteristiche. La specialità più conosciuta e giocata del poker a carte comunitarie è sicuramente il Texas Hold’em, che è anche quella più diffusa in assoluto in questo momento perché è la più giocata nei tornei sia dal vivo che online.

Il poker alla texana prevede che il giocatore riceva solo due carte coperte, mentre sul tavolo vengono calate dal mazziere 5 carte scoperte (comuni) in tre fasi: nel “flop” vengono messe le prime tre, nel “turn” la quarta e nel “river” la quinta ed ultima. A sua volta il Texas Hold’em può essere giocato “senza limite” (no limit), con limite al piatto (pot limit), a limite fisso (fixed limit) o con limite misto (mixed).

Un’altra specialità molto diffusa è l’Omaha poker (sempre a carte comunitarie), mentre tra le specialità “draw” si distinguono il 5 card draw, il 32 card draw, il badugi; per lo stud poker troviamo il 5 card stud, il 7 card stud e altre.

La storia del poker, dalle origini alla rivoluzione digitale. Foto di yumentsev via it.depositphotos.com

Le origini antiche del poker

Come sia nato il poker è ancora oggi oggetto di discussione, ma è probabile che sia un’evoluzione di alcuni giochi preesistenti.

In particolare, uno di questi giochi è l’As-Nas, che presenta diversi tratti in comune con il poker moderno e sarebbe stato insegnato ai coloni francesi di New Orleans dai marinai provenienti dalla Persia oppure, secondo una differente versione, da immigrati francesi (per lo più militari) che erano stati in Persia.

Molto incerta è anche l’origine del nome: secondo alcuni deriva dal francese “poque” (che significa ingannare) che deriva a sua volta dal tedesco “pochen”, mentre secondo altri potrebbe derivare dall’inglese “poke” che significa spingere o attizzare, alludendo al fatto che il gioco porta a “spingere” attraverso il bluff.

Le prime testimonianze certe

La più antica traccia verificata del poker si deve all’attore Joseph Crowel, che rileva a New Orleans la presenza di un gioco con un mazzo da 20 carte in cui quattro giocatori fanno scommesse su chi ha la combinazione vincente.

Il poker compare per la prima volta in un libro nel 1843 nel volume di Green Jonathan H. intitolato “An Exposure of the Arts and Miseries of Gambling” e pubblicato a Filadelfia. In quest’opera il poker viene descritto come un passatempo molto diffuso dalla Pennsylvania fino al Mississipi.

Nella seconda metà dell’800 incomincia ad essere maggiormente utilizzato il mazzo francese con 54 carte e viene introdotto il “colore”, ma è durante la guerra civile americana che iniziano a svilupparsi le diverse specialità ognuna con differenti varianti.

La storia del poker, dalle origini alla rivoluzione digitale. Foto di betochagas via it.depositphotos.com

L’evoluzione nel corso del ‘900

Durante il XX secolo la grande e rapida diffusione del poker su scala mondiale si deve ai militari americani. All’inizio del ‘900 la specialità più diffusa è il 7 card stud, mentre a partire dalla seconda metà del secolo sono le specialità a carte comunitarie come il Texas Hold’em e l’Omaha ad imporsi maggiormente.

Un grande impulso alla diffusione del poker viene dall’organizzazione dei tornei, che iniziano anche a far conoscere sempre di più il poker come un gioco di abilità, piuttosto che un gioco di azzardo puro, e che permettono di affrancarlo dai contesti clandestini (come le bische organizzate dalla  criminalità) in cui era stato molto presente nei decenni precedenti.

Il torneo in assoluto più importante e famoso è rappresentato dalle WSOP, World Series of Poker, che vengono organizzate a Las Vegas con cadenza annuale a partire dall’inizio degli anni ‘70. Oggi rappresentano l’evento di poker più importante al mondo.

In questo periodo iniziano anche ad essere pubblicati i primi libri sulla strategia del poker, come il famoso “Super/System” dell’autentica leggenda del poker Doyle Brunson, “The Book of Tells” di Mike Caro e “The Theory of Poker” di David Sklansky.

La rivoluzione digitale del poker

A partire dalla fine degli anni ’90, con la diffusione di internet, vengono aperti i primi casinò online ed è l’inizio di una nuova era per tutti i giochi da casinò tra cui il poker.

La versione online del gioco è uguale in tutto e per tutto alla versione originale, ma ha il vantaggio che può essere giocata senza limiti di orario e luogo con persone da provenienti da qualsiasi parte del mondo.

Sono inoltre presenti varianti che aumentano l’azione di gioco mantenendo l’anima del poker classico; la più famosa ed apprezzata dai giocatori è una variante sviluppata da un provider di punta nel settore del gioco online.

La loro proposta affascina i giocatori italiani e internazionali, il loro snap poker è quindi una delle varianti più popolari che permette di giocare in tempi più brevi rispetto alla maggior parte dei giochi classici.

Nei primi anni duemila l’interesse per i tornei di poker aumenta ulteriormente e iniziano ad essere trasmessi in TV i più importanti tornei: la popolarità del gioco aumenta ulteriormente e gli show si rivelano emozionanti e spettacolari grazie alle “telecronache” in stile calcistico e anche alla telecamera per le carte coperte, che consente ai telespettatori di sapere che carte hanno i giocatori.

In Italia come nel resto del mondo si sviluppano club di poker a partire dalle grandi città come Milano e tornei su scala regionale e nazionale.

In molti Paesi tra cui l’Italia negli anni successivi il gioco online viene regolamentato ed in questo modo l’intero settore del gambling online vive una grande espansione, con l’aumento esponenziale dei giocatori.

Nell’ultima decade, con lo sviluppo dei moderni smartphone, è aumentato il gioco “mobile” attraverso le applicazioni che replicano i giochi presenti nei casinò online.

La storia del poker, dalle origini alla rivoluzione digitale. Foto di lacheev via it.depositphotos.com

Il poker al cinema

Una grande aiuto alla diffusione del poker è arrivato anche dal grande schermo, grazie a film di successo in cui il tavolo verde è protagonista oppure rappresenta il filo conduttore degli eventi.

La pellicola che in assoluto ha maggiormente contribuito alla popolarità del poker è probabilmente “Rounders” del 1998, conosciuto in Italia con il titolo de “Il Giocatore”.

Questo film, che nel suo cast ha attori del calibro di Matt Damon ed Edward Norton, è diventato un vero e proprio cult negli anni successivi alla sua uscita ed ancora oggi è tra i più visti dagli appassionati.

Il poker è presente anche in tanti altri film classici come il celeberrimo “La Stangata” del 1974 con Paul Newman e Robert Redford, “Maverick” del 1994 con Mel Gibson e “The Cincinnati Kid” del 1965 con Steve McQueen.

Immagine di copertina: foto di yumentsev via it.depositphotos.com

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